Come scrive De André, “la curiosità nei confronti dell’altro è una profondissima forma di amore”. È questa curiosità amorevole che mi guida: il desiderio autentico di incontrare le persone, di ascoltarne la storia, di comprenderne i legami, le ferite, le risorse. Ogni paziente per me è come un libro unico, e ogni percorso terapeutico è un viaggio che si costruisce insieme, pagina dopo pagina.
Amo viaggiare, ma i viaggi più intensi li compio dentro le storie di chi si affida a me. Lavoro creando uno spazio in cui ci si possa sentire accolti e al sicuro. Nel mio studio i pazienti trovano anche un grande orso di peluche di oltre due metri, su cui i bambini possono appoggiarsi: un simbolo concreto di protezione e calore.
I bambini hanno un posto speciale nel mio cuore e nel mio lavoro. Sono una creativa e amo giocare con loro, così come amo lavorare con le famiglie e le coppie, che accompagno con un’attenzione profonda ai legami e alle emozioni che li attraversano.
Con le coppie parto da una fiducia profonda nel legame: credo che l’amore sia la forza più potente che esista, quella che nemmeno gli scienziati riescono fino in fondo a spiegare, e che quando c’è ancora un “noi” da ascoltare valga la pena fermarsi, comprenderne il senso, darsi una possibilità.
Sono una studiosa: la clinica è viva, ma è la teoria che orienta. Studio con piacere per aprire la mente e per mettermi sempre in discussione.
Sono di indole positiva, profondamente innamorata della vita. Credo che non sia mai troppo tardi per stare meglio, che esista sempre una possibilità di ripartenza, che il dolore possa trasformarsi e trovare significato. Come nel Piccolo Principe, credo che “ci sarà sempre un'altra opportunità, un'altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c'è un nuovo inizio".
Credo nel perdono, che spesso è un dono da fare prima di tutto a se stessi. Credo nella forza del bene e penso che, oggi più che mai, la tenerezza sia una vera forma di trasgressione.
Nel lavoro porto un’energia vitale che unisco a delicatezza e solidità: la capacità di essere contenitiva e, allo stesso tempo, resistente quando il percorso attraversa momenti difficili.
Ho una mente intuitiva e curiosa, amo i romanzi gialli e polizieschi, e forse anche per questo, nel lavoro clinico, mi viene naturale “mettere insieme i pezzi”, cogliere i fili nascosti che legano storie, emozioni, relazioni e vissuti, e cercarne il senso.
Ogni persona che incontro è per me anche un’opportunità di crescita. I pazienti danno molto, e io ne sono profondamente grata. Scegliere di affidarsi è un atto di grande fiducia e di amore verso se stessi: lo accolgo con rispetto, responsabilità e senso etico, consapevole del privilegio che comporta essere testimone e compagna di viaggio nei momenti più delicati della vita.